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 Articolo del 30/07/2010 | FILCEM - Energia

Acam, FILTCEM: "A metà del guado..."

Acam, FILTCEM: I lavoratori Acam vivono con grande preoccupazione le fasi della complessa operazione di salvataggio dell’azienda, e cercano di intravedere un futuro al di là degli ottimismi e dei disfattismi di turno che si susseguono sulle cronache locali.

In occasione dell’assemblea dei Soci riunita per l’approvazione del bilancio 2009, i lavoratori Acam vogliono rivolgersi ai signori Sindaci dei comuni consorziati nella doppia veste di cittadini e di dipendenti, considerando quindi i signori Sindaci sia nella qualità di amministratori della cosa pubblica sia nella qualità di datori di lavoro.

Se non abbiamo capito male, lo stato delle cose certe presenta un avanzamento concreto nel rapporto con Hera, documentato dalla deliberazione del memorandum da parte del consiglio di amministrazione della multiutility emiliana, che ha quindi valutato positivamente i passi compiuti da Acam per realizzare le condizioni propedeutiche all’aggregazione.

Allo stesso tempo ci pare di capire che le operazioni messe in pista, sia dal punto di vista industriale che dal punto di vista finanziario, siano state sì intraprese, ma sono ancora lontane dall’essere compiutamente realizzate e rese operative.

Non ci sembra assolutamente il caso di adagiarci sul “chi ben comincia è a metà dell’opera”, anzi, in questi casi bisogna partire dal presupposto che il girone di ritorno è sempre più insidioso e più duro del girone di andata.

Non ci rivolgiamo solamente a quanti di Voi stanno remando “contro” rispetto al sostegno all’operazione di salvataggio dell’azienda, ma ci rivolgiamo anche a quanti di Voi non stanno remando abbastanza.

Non è sufficiente auspicare che le cose vadano bene, dichiararsi genericamente e astrattamente dalla parte dei lavoratori, ma occorre uno sforzo concreto affinché le realizzazioni di carattere industriale abbiano tempi certi e non incontrino ostacoli nella burocrazia e nella lentezza delle procedure delle amministrazioni locali; parimenti occorre anche che, nella difficile trattativa a più soggetti sulla partita finanziaria, i Sindaci si riapproprino del ruolo che compete ai proprietari dell’azienda, provando concretamente a sbloccare la situazione di impasse nel rapporto con le banche, senza escludere anche un intervento diretto per soddisfare il fabbisogno finanziario aziendale.

Sono in ballo 1.000 posti di lavoro diretti, ed un’economia consistente fatta di lavoratori dell’indotto e fornitori: mai come in questo caso non è sufficiente “averci provato”, ma è assolutamente necessario “riuscirci”.

Il futuro del gruppo Acam e di parecchie centinaia di famiglie è nelle Vostre mani, a iniziare dalla prospettiva che il prossimo anno siate ancora Voi qui riuniti ad approvare il bilancio 2010, e non vi siano al vostro posto né commissari straordinari, né rappresentanti di realtà economiche diverse nelle cui mani l’azienda fosse caduta nel frattempo.

Non lasciateci a metà del guado, ne sareste responsabili agli occhi di tutti

La Spezia, 29 Luglio 2010


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